C'è un tipo di domanda che uccide una corrispondenza, ed è quella educata. Che hobby hai? Che lavoro fai? Di dove sei? Chi ti scrive ci ha già risposto su tutti i moduli compilati in vita sua. Ti risponderà di nuovo, per dovere, con una lettera che sembra a sua volta un modulo, e a quel punto nessuno dei due saprà più cosa dire.
Le domande a cui si risponde davvero sono tutta un'altra cosa. Sono piccole, precise e un po' a tradimento: chiedono qualcosa che l'altra persona non ha mai dovuto mettere in parole. Il trucco è tutto qui. Se a una domanda si può rispondere a memoria, ti torna indietro un ricordo. Se invece bisogna pensarci su, ti torna indietro una persona.
Qui sotto ne trovi sessantasei, divise a seconda di quanto vi conoscete. Non mandarle come un elenco. Mandane una.
Prima di chiedere qualsiasi cosa: la regola della domanda unica
Metti una domanda sola in fondo alla lettera, sotto tutto il resto. Una. Se ne fai quattro, il tuo amico di penna risponderà alla più facile e si sentirà vagamente in colpa per le altre tre. Se ne fai una, ci risponderà come si deve, e nella sua risposta troverai già la tua prossima lettera.
Tra l'altro, è proprio così che sono fatte le lettere su Kindredly: sotto la lettera puoi aggiungere una domanda, su una riga a parte, così chi legge sa esattamente da dove ripartire per risponderti. È un accorgimento da poco, ma sul numero di risposte che ricevi cambia tutto.
Per la prima lettera (non sapete ancora niente l'uno dell'altro)
Puoi farle tranquillamente a uno sconosciuto, ed è impossibile cavarsela con un'alzata di spalle.
- Qual è l'ultima cosa che hai aggiustato con le tue mani?
- Che odore c'era stamattina nella via dove abiti?
- Qual è una piccola cosa che compri senza dirlo mai a nessuno?
- A che ora vai a dormire davvero, e a che ora dici di andarci?
- Qual è la tazza più usata di casa tua, e perché proprio quella?
- Qual è una cosa che ti riesce stranamente bene e che non ti è mai servita a niente?
- Qual è l'ultima cosa che ti ha fatto ridere senza nessuno intorno?
- Quale rumore della casa della tua infanzia riconosceresti ovunque?
- Cosa mangi quando nessuno ti vede?
- Qual è una parola della tua lingua che secondo te manca alle altre?
- A nove anni cosa volevi fare da grande? E poi com'è andata?
- Che vista hai in questo momento, da dove sei? Quella vera, non quella da cartolina.
Per la seconda o la terza lettera (un'idea te la sei già fatta)
- Mi hai parlato di tua nonna. Com'era la sua cucina?
- Qual è la discussione che fai e rifai in testa?
- Qual è la cosa che hai quasi deciso di mollare?
- Chi ti ha insegnato la cosa che ti riesce meglio? Lo sapeva, che te la stava insegnando?
- Cosa fai nelle giornate no? La routine vera, non i consigli.
- Quale posto ti manca già, anche se non ci hai mai messo piede?
- Quale convinzione dei tuoi vent'anni oggi ti fa arrossire?
- Qual è quel complimento di anni fa che ti torna ancora in mente?
- Cosa stai rimandando in questo periodo, e da cosa ti sta proteggendo?
- Di cosa vai fiero senza che nessuno ti abbia mai fatto i complimenti?
- Se venissi nella tua città per un pomeriggio, dove ti rifiuteresti di portarmi?
- Quale messaggio stavi per mandare a qualcuno questa settimana, e poi niente?
Quando la corrispondenza ingrana (e non vedi l'ora che arrivi la sua prossima lettera)
- Qual è l'ultima cosa su cui hai cambiato idea?
- Cosa fraintende di te la gente nei primi cinque minuti?
- Quand'è stata l'ultima volta che hai pianto? Ed era un pianto di quelli buoni?
- Qual è la cosa che faresti se avessi la certezza che nessuno lo scoprirà mai? Quella innocua, intendo.
- Com'è la tua calligrafia quando ti arrabbi?
- Chi ti manca, anche se non dovrebbe?
- Qual è l'aneddoto su di te che in famiglia raccontano sempre, e che non è andato proprio così?
- Cosa non ti perdonerebbe la persona che eri a sedici anni?
- Cosa non hai mai detto ad alta voce, ma hai messo per iscritto?
- Cosa fai con le mani quando sei in ansia?
- Qual è la cosa più piccola che ti abbia mai rovinato una giornata?
- E la cosa più piccola che te ne abbia mai salvata una?
Quelle a tradimento (da fare con tatto, e solo dopo che te ne hanno fatta una difficile)
- Cosa stai facendo finta che vada bene?
- Qual è la domanda che speri io non ti faccia mai?
- Cosa hai ereditato che avresti preferito non avere?
- Quand'è l'ultima volta che hai detto a qualcuno tutta la verità? Ed è servito?
- Cosa hai paura di diventare?
- Cosa scriveresti alla persona che sarai fra dieci anni, se dovessi stare in una riga sola?
Domande sullo scrivere (agli amici di penna piacciono da matti)
- Scrivi le lettere tutte d'un fiato o un po' alla volta, nell'arco di qualche giorno?
- Dove finiscono le lettere che ricevi? In una scatola, in un cassetto, in una cartella sul telefono?
- Hai mai scritto una lettera senza poi spedirla? Di cosa parlava, più o meno?
- Di cosa ti fidi di più: di quello che dici o di quello che scrivi?
- Qual è una frase che qualcuno ti ha scritto e che conservi ancora?
- Rileggi le tue lettere prima di mandarle, o è una tortura?
Quelle leggere, per le settimane pesanti
- Qual è, in questo periodo, la canzone che ascolti tornando a casa a piedi?
- Qual è la cosa migliore che hai in frigo?
- Che opinioni hai sul pane?
- Qual è la sedia buona di casa tua?
- Qual è l'ultima cosa che hai cercato alle due di notte?
- Quale film hai visto più di cinque volte, e qual è la scena che aspetti ogni volta?
- Quale odore vorresti chiudere in una boccetta?
- Più da gatti, da cani o da quella terza cosa?
- Com'è il tuo meteo oggi, in una frase che non parli del tempo?
- Qual è l'ultima foto che hai fatto a qualcosa che non fosse uno schermo?
- Cosa mi cucineresti se ti piombassi in casa senza avvisare?
- Di cosa hai sempre una scorta esagerata?
Per la quinta lettera (quando arriva il momento di decidere se è amicizia)
Su Kindredly, arrivati a cinque lettere per parte, due persone possono scegliere di scambiarsi i nomi. Ovunque vi scriviate, prima o poi arriva un momento così: la corrispondenza diventa qualcosa, oppure si spegne piano, senza far rumore. Ecco le domande per quel momento.
- Cosa avevi dato per scontato su di me nella prima lettera che poi si è rivelato sbagliato?
- Cosa speri che diventi, tutto questo?
- Cosa hai raccontato a me che non hai detto a chi ti vede tutti i giorni?
- Riconosceresti le mie lettere anche senza il mio nome sopra? Da cosa?
- Cosa ti ho detto a cui hai ripensato, dopo?
- Se domani smettessimo di scriverci, cosa vorresti che dicesse l'ultima lettera?
Quelle da evitare
Non perché siano maleducate, ma perché chiudono i giochi.
- “Parlami di te.” Non è una domanda. È un modulo.
- “Che aspetto hai?” Sulle piattaforme dove vale la pena cercare un amico di penna, nessuno è tenuto a rispondere, e chi merita una tua lettera non lo farà.
- “Passiamo su WhatsApp?” Quasi sempre è l'ultima lettera che qualcuno riceve da te.
- “Perché non mi hai ancora risposto?” Le lettere hanno i loro tempi, ed è proprio questo il bello. Invece di chiederlo, scrivine un'altra.
- Tutto quello che ha una risposta giusta. Un'interrogazione non è una corrispondenza.
Un'ultima cosa sul fare domande
Una buona domanda è un regalo con il bigliettino attaccato, e sul bigliettino c'è scritto ti stavo ascoltando. Le domande qui sopra funzionano solo se nascono da quello che l'altra persona ti ha scritto: la numero 13 non serve a niente se una nonna non è mai saltata fuori. Leggi la lettera due volte. Cerca la frase buttata lì quasi per caso. E chiedi di quella.
Se ti va che sia uno sconosciuto a farti una di queste domande, oggi sulla scrivania ci sono quindici lettere. Molte finiscono proprio così, con una domanda. Per leggerle non serve registrarsi.